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La parete Ovest della Egger si staglia all'orizzonte a sinistra del Cerro Torre
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Matteo della Bordella durante la preparazione dei materiali della spedizione 2011
La notizia che Teo e Berna si fossero procurati una scala lunga più di 5 metri che poggiata sulle voragini del ghiacciaio permettesse loro di superarle, carponi con tutti i sacchi dell’attrezzatura, per tornare all’attacco della parete ci aveva già fatto tremare le ginocchia… ma non era nulla in confronto a quello che potete leggere nelle righe che seguono.
Ore 17 del 25 gennaio: arriva una mail mozzafiato di Matteo Della Bordella. Ci aggiorna sulle incredibili peripezie che i due Ragni di Lecco hanno dovuto affrontare in questi ultimi giorni del loro tentativo sulla micidiale Ovest della Torre Egger.
La lasciamo così come è giunta a noi, diario efficacissimo in diretta dai protagonisti e testimonianza di uno spirito unico e irriducibile.
La sfida continua e ovviamente speriamo tutti che la prossima mail parli solo di vetta e di una lunga serie di doppie per tornare alla base.
Domenica 15 gennaio (compleanno Berna): 12 ore di cammino per rientrare al Circo de los Altares.
Lunedì 16: avvicinamento alla parete con scala funziona abbastanza bene, risaliamo i primi tiri con telo della portaledge, cibo e materiale e ci fermiamo a bivaccare in quanto i tiri sopra sono esposti a scariche nel pomeriggio.
Martedì 17: l’idea era quella di aprire ma il tempo diventa brutto. Decidiamo di aspettare e bivaccare nel telo della portaledge (solo telo). Inizia a piovere e nella notte nevicare. La parete diventa ghiacciata e innevata.
Mercoledì 18: mattina scendiamo bagnati fradici sotto il brutto tempo.
Giovedì 19: il tempo è bello, ma la parete molto sporca, facciamo asciugare i vestiti e ci prepariamo per il giorno successivo.
Venerdì 20: partiamo nella notte, l’avvicinamento con scala va bene, saliamo leggeri solo con sacchi da bivacco per tentare la cima. Arriviamo al punto raggiunto prima, Berna apre un tiro ed esattamente dove era salito crolla un pezzo di tiro e una corda viene completamente tranciata. Proseguo ad aprire due tiri bellissimi, scalando per lo piu in libera e poi bivacchiamo.
Sabato 21: Berna prosegue, ma ci rendiamo conto che l’uscita logica della via (su roccia) è molto pericolosa a causa di macchie di neve e ghiaccio molto grandi che pendono sopra dove la via dovrebbe passare. Io intravedo un’altra possibile linea diretta nello strapiombo del colle. Dopo un tiro misto libera e artif. parto per il grande tetto di circa 5 metri che supero con arrampicata artificiale. Passato il tetto un diedro a tratti cieco mi aspetta. Abbiamo un problema con il pianta spit che ci impedisce di piantare spit. Finisco il materiale e allestisco una sosta come meglio posso in fessure cieche sopra il grande strapiombo, la roccia è molto dura ed entrano solo chiodi a lama corti. Berna sale e come parto per il tiro successivo il chiodo della sosta (che già in precedenza avevo caricato) cede, un friend della sosta cede, passo sopra la testa di Berna facendogli perdere la telecamera da casco e sbattere violentemente contro un fittone all’interno del saccone e mi ritrovo tre metri sotto Berna, entrambi rimaniamo appesi ad un unico friend 0.3 camalot. Decidiamo che per quel giorno ne abbiamo abbastanza, sono anche le 8 di sera e passiamo la notte con uno scomodo bivacco alla base di questo tiro.
Domenica 22: tempo sempre bello, ma senza modo di rinforzare la sosta con spit decidiamo di scendere, vediamo il colle a 20 metri da noi verso sinistra, il nostro ultimo tiro sarebbe stato lungo 40 metri uscendo 20 metri a destra del colle LUX, già sulla cresta verso la cima della Egger, dove passa la via huber-Snarf. Una volta alla base della via, il caldo e l’allargamento dei crepacci rendono il rientro dal ghiacciaio impossibile o troppo pericoloso, troviamo un altra strada che tramite uno sperone di roccia ci porta con 200 metri di facile arrampicata sulla via dei Ragni al Cerro Torre. Da qui scendiamo con qualche doppia e torniamo alla truna. Arriviamo alla truna verso le 6 di sera. Il continuo caldo di questi giorni ha provocato numerose scariche anche in un punti apparentementi sicuri, infatti proprio quasi alla fine del filo rosso una scarica di ghiaccio e sassi passa a pochi metri da noi.
Lunedi 23: riposo.
Martedi 24: rientro a Chalten.
Se le condizioni lo permetteranno e nelle prossime settimane avremo un altra finestra di bello la nostra idea è di tornare in parete con un
pianta spit funzionante per finire la via. Anche se ora per l’avvicinamento occorre prevedere un giorno di tempo con tratti di arrampicata, passando per la via dei Ragni al Torre.
Nome del tentativo fatto sino ad ora: DIE ANOTHER DAY.
Passo e chiudo.
Saluti a tutti da Teo e Berna!!!!
Da ALP un saluto a voi ragazzi e una volta di più SUERTE MAXIMA!!!

























































