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martedì 14 febbraio
Museo Nazionale della Montagna • Piazzale Monte dei Cappuccini • Torino • Italia
di redazione

Museo Nazionale della Montagna 14 febbraio 2012 / San Valentino
GRAN BALLO D’INVERNO / musiche di Sergio Berardo e Lou Dalfin
Il Gran Ballo d’Inverno, organizzato da Museo e Regione Piemonte con la collaborazione di Città di Torino e Club Alpino Italiano, è ormai un evento tradizionale dell’inverno torinese, che ha visto crescere costantemente l’interesse del pubblico attestandosi da tempo oltre i tremila partecipanti.
Anche nel 2012 la musica sarà quella di Sergio Berardo e dei Lou Dalfin, la cui ricerca, basata sulla riforma della musica tradizionale occitana, ha unito i colori, i ritmi e i timbri della danza tradizionale con la sensibilità dei nostri giorni.
Il Gran Ballo è anche un’opportunità per avvicinarsi al mondo della montagna attraverso le proposte del Museo, con l’Area Espositiva che ospita allestimenti permanenti e mostre temporanee. Il ballo e l’accesso alle sale sono a ingresso gratuito e si consiglia un abbigliamento adatto a sopportare i rigori della notte.

I Lou Dalfin, 30 anni di carriera, oltre 10 album realizzati, un impressionante numero di collaborazioni e più di 1200 concerti, sono oggi in piena maturità artistica: l’alchimia raggiunta tra gli strumenti tradizionali e moderni si esprime con uno straordinario linguaggio musicale, personale e rispettoso del proprio nobile passato, in cui convivono melodie millenarie, riff di chitarre, echi di canzone d’autore, rap e ragga…
Una miscela che rende unici i loro spettacoli e che esprime tutta la sua forza nelle magiche e fredde serate del Monte dei Cappuccini: illuminato dai Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn del progetto “Luci d’Artista”.

L’entusiasmo, l’estro creativo e il senso di responsabilità del gruppo verso la cultura occitana che fin dalle origini vivono e diffondono li ha portati alla creazione, oltre ai numerosi corsi di ghironda, organetto e violino frequentatissimi dai ragazzi di tutte le età delle valli occitane, di un’Associazione culturale che permette loro di restare indipendenti, senza doversi sottomettere alle regole selvagge della promozione radiotelevisiva. Da questo e dalla voglia di confermarsi moderni trovatori, filibustieri ambulanti, ma allo stesso tempo poeti-musicisti che partecipano attivamente ai dibattiti sociali, politici e religiosi del proprio tempo, nasce il nuovo album, CAVALIER FAIDIT, ossia “cavaliere proscritto”, allontanato dalla propria patria, in qualche modo punito per le proprie credenze e azioni.