Eurograf, in coedizione con Vivalda Editori, dà alle stampe un libro che raccoglie bellezze e colori (e forse segreti) di un territorio dal grande potere fascinatorio, in parte ancora da scoprire.
Dalla severità delle montagne agli animali, dalla cultura delle comunità locali fino alla magia della foresta, un quadro variegato e inedito.
E’ uscito un nuovo libro incentrato sulle Alpi Giulie e il Tarvisiano.
Il volume, 250 pagine dense di immagini di qualità, è pubblicato in tandem da Eurograf editore di Tarvisio e dalla Vivalda di Torino.
IL LIBRO E’ IN VENDITA IN TUTTE LE LIBRERIE.
Non è il ‘solito’ libro di un singolo autore che offre giocoforza la personale interpretazione di un comprensorio che non smette di affascinare. E’ bensì uno sforzo corale di 47 persone che, nelle vesti di amanti e conoscitori del territorio, hanno cercato di darne una visione completa e originale basandosi da una parte sui dati scientifici e dall’altra sul potere infinito delle emozioni. Una qualsiasi forma di ‘lancio’ o recensione del libro dovrebbe in questo senso proseguire con l’unica parola possibile: ‘finalmente’. Si, finalmente si può stringere fra le mani un’opera che ritrae con forza, qualità e convinzione l’essenza del settore più orientale delle Alpi tanto ricco di bellezze, quanto discreto nel farle conoscere al grande pubblico.
Certo, le Alpi Giulie e il Tarvisiano sono stati presentati e descritti altre volte. Non sono però così conosciuti da non meritare, appunto, un altro libro che tenti di descriverne una volta di più le caratteristiche principali e ne soppesi il ruolo, anche attraverso immagini inedite , quindi con la perentorietà indiscussa dell’obiettivo fotografico, e il contributo scritto – come detto – di diverse persone. Non una guida, un trattato o un documento definitivo ma una serie di spunti di riflessione, occasioni di conoscenza ed emozioni per stupire e conquistare i cuori. Qui c’è l’innato bisogno di fermare per sé e per gli altri un dato momento, in questo caso della realtà del Tarvisiano e delle Giulie. Un frammento delle cose vere e vive che vi si possono trovare andando per prati e boschi, salendo montagne su rocce o neve, sciando o camminando con le racchette, attraversando ruscelli o annusando una gemma di resina di abete piuttosto che parlando con un artigiano. Poco forse, ma tantissimo se serve per cercare di entrare in uno scrigno pieno di ricchezze. Questo volume intende rendere accessibili per la prima volta o aiutare a ricordare a chi il territorio già conosce, la molteplicità di componenti e le grandi dimensioni culturali delle Alpi Giulie, in particolare della Valcanale.
Un libro del quale forse, al giro di boa degli anni Dieci del Duemila, si sentiva la mancanza. Alla stesura, come accennato, hanno collaborato diversi esperti in vari settori il cui contributo è garanzia di professionalità e amore non solo nella sfera di competenza ma anche e soprattutto per le montagne descritte. Sono persone che vivono tra queste vallate o che per lavoro e passione vi trascorrono molta parte della vita lavorativa e privata. I testi ci portano per mano da un punto all’altro di questo straordinario comprensorio naturale, approfondendo con taglio scientifico un dato argomento per poi magari toccarne un altro da un punto di vista più discorsivo ed emotivo, conversando quasi con il lettore. A completamento e felice integrazione del testo, ma si potrebbe dire anche l’inverso, ci sono moltissime fotografie che, dal particolare di un fiore all’infinita panoramica che abbraccia tutto l’orizzonte, si soffermano su alcuni degli aspetti più caratteristici delle Giulie e del Tarvisiano, cercando di ricrearne la particolare atmosfera. Il volume inquadra il territorio mettendo a fuoco, nelle varie sfumature, otto diversi argomenti fra loro inevitabilmente collegati.
La foresta
La Foresta di Tarvisio si estende per quasi 23.400 ettari, dei quali 15.100 di bosco, tra Alpi Carniche e Giulie. Essa rappresenta la parte più bella ed evidente dei panorami delle Alpi Giulie: il bosco. Questa straordinaria ricchezza forestale occupa la gran parte del territorio e ovunque si volga lo sguardo si nota la sua maestosità. Un quadro variegato di abeti, pini, faggi e larici che, con i suoi colori stagionali, offre sempre magnifiche sensazioni.
La fauna
Il Tarvisiano è l’ingresso faunistico verso le Alpi, le Alpi Giulie il suo corridoio di migrazione. Partendo dai più piccoli insetti per arrivare ai più grandi mammiferi – tra i quali spiccano l’orso e la lince – passando attraverso pesci, anfibi, rettili e l’ampio spettro di uccelli, le specie sono numerosissime. La conoscenza di questi animali fungerà da passepartout per aprire la porta faunistica di questa meravigliosa area in cui l’attento esploratore potrà scoprire specie fantastiche e spettacolari.
Cime, creste e montagne
«Per quanti monti abbia visto, niente eguaglia le Giulie». Alla lapidaria sentenza di Julius Kugy fa velo, forse, l’inestinguibile amore che l’alpinista e poeta nutrì per queste montagne. Anche se a quote relativamente basse, le Giulie sono cime severe, che non hanno nulla da invidiare al resto dell’arco alpino. Il loro potere fascinatorio raramente si sprigiona d’acchito; si svela e si sviluppa piuttosto nella conoscenza, che finisce con l’accendere e il nutrire, immancabilmente, una passione tenace.
I sentieri, i rifugi e la pista ciclabile
Le Giulie offrono innumerevoli possibilità escursionistiche a fondo valle, grazie a comodi e facili sentieri, oppure in alta quota, dove vie attrezzate portano l’alpinista esperto verso le più alte vette con panorami mozzafiato, passando per accoglienti rifugi e solitari bivacchi. Ma per chi preferisce le due ruote, la pista ciclabile permette di ammirare la Valcanale scegliendo diverse possibilità di percorsi attraverso i tre confini.
Inverno
Quale modo migliore di immergersi nell’incontaminato paesaggio invernale se non quello di fendere la neve con le ciaspe? Oppure salire su qualche cima con gli sci e le pelli di foca? Le attività invernali, in questo libro, iniziano proprio da queste due attività che consentono un intimo rapporto con l’ambiente e garantiscono esperienze uniche. Ma anche lo sci di fondo, con i suoi 50 km di piste e lo sci alpino da Tarvisio a Sella Nevea possono accontentare proprio tutti. Ce n’è anche per chi, invece, preferisce il comfort di un moderno palazzo del ghiaccio.
Cultura alpina
Il lavoro nel bosco, il percorso del legno fino alla segheria e agli abili artigiani che lo trasformano in mobili d’arte o in strumenti musicali. Le malghe e il latte che diventa gustoso formaggio. L’architettura rustica degli stavoli e quella signorile dei palazzi storici, il miracolo della vecchia linea ferroviaria e le graziose chiese della vallata, ai piedi del Santuario del Lussari. Tutti elementi, questi, che concorrono alla rappresentazione della millenaria cultura che ha plasmato la Valcanale e le sue genti.
Tracce di storia
La storia che ha attraversato le Alpi Giulie è passata soprattutto lungo Valcanale e Canal del Ferro. Camporosso è il più basso valico dell’arco alpino: una comodità sfruttata in ogni epoca. Popoli, eserciti e idee (e tante merci) si sono infilati fra queste montagne con direzioni di volta in volta differenti. Molte di quelle genti hanno deciso di viverci e prosperare. Ne è venuta fuori una terra che – pur tra momenti di contrasto e conflitto – è il punto di incontro, unico in Europa, fra le etnie latina, tedesca e slava.
Feste e personaggi sportivi
L’Alpenfest, la festa dei tre confini, i krampus e altri eventi di aggregazione, rappresentano dei momenti che riportano a un passato dove la cultura si fondeva con la tradizione, la religione e la superstizione. Gesti e costumi tramandati per generazioni rivivono ogni anno per ricordarci l’eredità culturale e antropologica di queste genti. Alla fine del volume, alcune pagine dedicate ai personaggi che nello sport sono già leggenda o solo promessa. Al di là di tutto e in ogni caso sono due le parole (per altrettanti concetti) che possono e devono aiutare chi sfoglia il libro: natura ed essere umano. Entrambi, che nel Tarvisiano cercano e trovano un equilibrio sconosciuto altrove, non sono certamente estranei all’opera di conservazione l’una dell’altro.






















































