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News
di redazione

Simone Moro e Denis Urubko, partiti dopo Natale per la spedizione invernale al Nanga Parbat, sono ora in fase di acclimatamento.
Dal Basecamp (4.230m) The North Face Nanga Parbat Winter Expedition produce in loco e trasmette video-dispacci con il lavoro di Matteo Zanga.
Vi proponiamo il terzo della serie, dove vengono raccontate le operazioni di acclimatamento in quota e dell’allestimento del campo deposito (5100 m), ostacolati dalla molta neve caduta negli scorsi giorni di mal tempo e il conseguente rischio valanghe.
Sempre parte dell’acclimatamento è la salita al Ganalo Peak, cima che si trova difronte alla parete del Nanga Parbat, particolarmente importante perché consente a Denis e Simone di studiarne dal vivo le particolarità, testare i materiali e proseguire con l’acclimatamento. Da segnalare i – 30° dei giorni scorsi al BC.

 

Il 18 gennaio, mentre montavano il campo 1 a 5555 m durante il contatto radio hanno ricevuto la notizia della scomparsa di Mario Merelli.

Raggiunto dalla triste notizia Simone ha dichiarato: «Eravamo così contenti di avere finalmente individuato la nostra linea di salita (la coppia ha infatti cambiato programma, abbandonando l’idea di salire lungo la via Kinshoffer che avrebbe richiesto troppo tempo e l’istallazione di molte corde fisse, optando invece per la linea salita da Messner nel 2000, NdR). Avevamo anche ricevuto la conferma da Reinhold Messner di essere nel punto dove si accampò nel 2000. Ma poi ci è arrivata questa notizia triste e sconvolgente da Matteo al Campo Base. Mario aveva fatto davvero tanto in montagna, anche sopra gli 8000 m, ed è caduto sulle montagne che meglio conosceva, quelle di casa. Non ci sono parole per spiegare come ci sentiamo. Lo conoscevo bene e e anche Denis era stato in spedizione con lui. Ultimamente ci si vedeva spesso, viviamo tutti nella stessa città: Bergamo.
Ora i nostri pensieri sono in un altro luogo, le nostre teste non sono suffientemente chiare per poter continuare la nostra salita. Il nostro programma era di superare i 6000 m. Vedremo tra qualche giorno se sarà possibile. ORa è tropo tardi per tornare al Campo Base, quindi stasera dormiremo qui e torneremo giù  domani al BC, dove ci fermeremo almeno un paio di giorni. I nostri pensieri sono tutti per Mario. Ci sentiamo davvero vicini alla sua famiglia».

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Il Nanga Parbat è la nona più alta montagna della terra, la seconda più alta del Pakistan con i suoi 8.125 m.
Nanga Parbat significa “Naked Mountain” montagna nuda, ed è anche soprannominata “montagna assassina”. E’ un colosso impressionante, uno dei più impegnativi ottomila. Nessun tentativo invernale precedente registrato.

NANGA PARBAT CLIMBING HISTORY
- 1895 primo tentativo (A. Mummery)
- 1953 prima ascensione dal versante Rakiot (Herman Buhl).
- 1962 Seconda salita dal versante Diamir (Kinshofer)
- 1970 Reinhold e Gùnter Messner scalano il versante Rupal e scendono dal versante Diamir.
- 1978 Salita in solitaria di una nuova via del versante Diamir (Reinhold Messner).
- 2005 Nuova via in stile alpino sul versante Rupal (S.House e V. Anderson)